W. A. Mozart: Don Giovanni

Rassegna stampa della produzione del Don Giovanni di W. A. Mozart, andata in scena al Teatro Municipale di Piacenza e al Teatro Comunale di Modena a gennaio e febbraio 2026.

A confrontarsi con la partitura mozartiana è chiamato uno dei giovani direttori d’orchestra italiani più apprezzati del momento, Enrico Saverio Pagano. Ancora una volta, convince per solidità musicale e finezza interpretativa. La sua concertazione è fresca senza mai sconfinare nell’eccesso, frutto di intenzioni e attenzioni che esaltano nuance espressive e valorizzano impasti timbrici. Il risultato rende evidente e tangibile l’intesa con l’Orchestra Filarmonica Italiana, con il Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati e con un cast di cantanti di gran classe, innegabilmente affiatato.
Attilio Cantore su MusicPaper

Dal podio dell’Orchestra Filarmonica Italiana, Enrico Pagano si conferma musicista intelligente e serio, grazie a un cesellato lavoro di concertazione. La sua direzione non è solo improntata a una limpida precisione, ma sa dosare con sapienza e originalità languore ora malinconico ora sorridente, ritmo incalzante, pulizia sonora e una trasparente articolazione delle linee melodiche. Una pregevole varietà agogica e dinamica contribuisce alla costante tensione narrativa, anche perché Pagano sa valorizzare gli squarci di tragicità di un capolavoro che, al di là delle sovrastrutture romantiche, possiede comunque un’architettura musicale compiutamente settecentesca.
Fabio Larovere su Connessi all’opera

Formidabile, dall’altro lato, Enrico Pagano sul podio : è curioso, e significativo, come tra i Don Giovanni impressi nella mia memoria, adesso, due edizioni siano state dirette da giovani o giovanissimi; tra queste una è di certo quella di Pagano. Perché? Perché la tecnica non si discute (per altro ha una gran bel gesto, bello in senso visivo quanto in senso pratico), perché mi ha dato la netta impressione che i cantanti respirassero con lui, tutti a loro agio (più la scrittura si complicava, più i solisti cantavano bene), perché vi ho ritrovato dentro – o meglio, Pagano mi ce l’ha fatto trovare di nuovo – un senso drammatico e teatrale fremente, da palco vivo, animato, senza quei sensazionalismi che con Mozart c’entrano niente, ma ricco di dettagli, tutti elementi di un puzzle studiato ma reso con estrema scioltezza, come se le cesure tra una tessera e l’altra non si vedessero: ammetto di aver avuto qualche timore, che il troppo cesello depotenziasse l’insieme, e invece no, smentito su tutta la linea, perché ogni spigolatura, presa nel complesso, aveva senso. Chapeau. Anche per come ha guidato l’Orchestra Filarmonica Italiana, non irreprensibile ma di bel colore, con sicurezza (certo, se avesse avuto sottomano la “sua” Canova…).
Mattia Merlo su il Trillo parlante

Egregiamente contestualizzata è la guida musicale di Enrico Pagano, che ci mostra nuove idee maggiormente caratterizzanti i tratti emotivi contrastanti dei personaggi. […] Carmela Remigio possiede sempre grande appropriatezza di stile e conoscendo molto bene la sua Donna Elvira, qui si denota nuova linfa apportata dalla lettura di Pagano, alla quale si fonde in un amalgama vincente.
William Fratti su OperaLibera

Enrico Pagano sembra avere con la musica di Mozart una speciale affinità. La sua direzione è senz’altro fresca e vivace, trascorsa da quello slancio vitale che tanto ben si addice al titolo, ma soprattutto è carica di inventiva. Il gesto è di inequivocabile chiarezza, ma generoso e, una volta spogliato di una certa schematica rigidità, saprebbe certo rivelare appieno quella personalità che già ne traspare.
Pierfilippo Baraldi su GB Opera

Un teatro di nascondigli e sotterfugi – fisici e simbolici – che hanno lasciato il giusto spazio all’interpretazione fresca e coinvolgente tratteggiata dalla direzione di Enrico Pagano, che ha dato prova di saper dipingere un affresco drammaturgico-musicale davvero interessante, ben assecondato dalla reattività presente e sostanzialmente equilibrata espressa dall’Orchestra Filarmonica Italiana e dal Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati. Sulla scorta di un equilibrio plasmato miscelando con gusto consapevole momenti dalla fragrante vivacità e oasi disegnate con morbido lirismo, Pagano ha saputo animare la narrazione musicale valorizzando ora significativi tratteggi strumentali ora emblematici numeri vocali, sottraendo questi ultimi a qualsivoglia polverosa retorica.
Alessandro Rigolli su Il Giornale della musica

Alla testa dell’Orchestra Filarmonica Italiana invece era impegnato il giovane maestro Enrico Pagano che propone una lettura solida e ben equilibrata, che sceglie di mettere in primo piano gli aspetti più cupi della partitura, in linea con la regia di Andrea Bernard. Non c’è gioco o scherzo in questa lettura, ma tutto concorre a ricreare un’atmosfera drammatica e cupa, dove ad ogni abbellimento corrisponde una nota dell’anima dei personaggi in scena.
The blog art post

Enrico Pagano dirige con il giusto piglio l’Orchestra Filarmonica Italiana con il coro del Teatro Municipale di Piacenza, diretto da Corrado Casati, per un “Don Giovanni” davvero coi fiocchi, che cadono perfino in scena, ricordandoci sensazioni che credevamo perdute.
Mario Bianchi su KLP teatro

Enrico Pagano è il giovane direttore che ha guidato l’Orchestra Filarmonica Italiana con cura e rispetto per il lavoro dei cantanti, permettendo variazioni e abbellimenti. Ben riuscite le grandi scene d’insieme.
Daniela Goldoni su Operaclick

Sul podio, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana, Enrico Pagano sprizza energia e brio. La sua direzione è segnata da dinamiche ben misurate e dall'attenzione per contrasti.
Irina Sorokina su L’Ape musicale

Enrico Pagano è sul podio dell’Orchestra Filarmonica Italiana, dalla quale ottiene un suono terso, e impronta la lettura più verso il dramma che verso il giocoso.
Giovanni Camozzi su Le Salon Musical

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